martedì 12 giugno 2012

Scusi, sa qualcosa per l'Imu?

Questo è un post che servirà a tutti i cittadini che vanno dai loro tecnici (quali geometri, periti edili, architetti o ingegneri) per sapere quanto dovranno pagare di Imu.

NOI NON LO SAPPIAMO!

Ovvero, potremmo saperlo, ma solo tramite programmini che troviamo su internet e che:
1) possono trovare chiunque;
2) non hanno nessuna validità né danno sicurezza sul totale da pagare.

Cosa serviamo noi tecnici nel riguardo all'Imu?
L'unica nostra utilità è quella di controllare la visura catastale e darvi la rendita (che servirà al Commercialista per il calcolo dell'Imu). Inoltre, nei casi imbrogliati, quali classi, consistenze o anche proprietà sbagliate, siamo noi a risolvere il problema.

Un facile esempio:
Siete proprietari di una casa che prima era di vostro padre e che avete ricevuto per successione, ma, al Catasto, risulta ancora a nome di vostro padre. Il problema è facile: nei casi di successioni o atti di compravendita o donazione, eccetera, o in qualsiasi altro caso, il Comune non comunica niente al Catasto. Per cambiare il proprietario, si dovrà fare una Voltura (firmata e preparata da un tecnico, e correlata con Atto di Successione originale, o di compravendita, anche in copia).

Altro esempio:
Avete diviso una casa in due e dato una parte ad un acquirente. Tutto consegnato al comune e registrato all'Agenzia delle Entrate. Ma al Catasto risulta ancora una sola casa. Quindi toccherà comunicare la divisione, quindi un accatastamento correlato di piantine nuove e di protocollo della C.I.L.A o S.C.I.A. col quale avete eseguito la divisione, e poi cambiare la proprietà della particella venduta.

In questi due esempi, serviamo noi, ma una volta avete la casa giusta e la rendita giusta, dovrete andare da un Commercialista. Sarà lui a calcolarvi l'Imu.

martedì 5 giugno 2012

Quel viaggio al Dipartimento! (Leggenda di un Piano Casa)

Sarà capitato a tutti i tecnici edili di fare una DIA et similia.
Capitava che, dopo la presentazione della documentazione, il tecnico ricevesse una lettera con altra documentazione mancante da allegare e protocollare o con delle modifiche da fare ai progetti presentati.

Ultimamente, col famigerato Piano Casa, le DIA hanno subito delle strane "modifiche". Esempio, il Silenzio Assenzo di 30 giorni è andato un po' in vacanza. Tra i Piani Casa presentati a dicembre, molti hanno ricevuto una lettera con documenti aggiuntivi da presentare a marzo, quindi ben oltre la scadenza dei 30 giorni.

Ne racconto una in particolare! Un Piano Casa di un cliente ad Olgiata. Ci inviarono la domanda e iniziarono i grattacapi. Due colleghi dell'ufficio andarono a parlare con il tecnico responsabile del dipartimento e si fecero dare una lista dei documenti da preparare. Li preparai e andai a protocollarli e la signora dello sportello mi disse (Giustamente, aggiungerei) che i 30 giorni della DIA erano passati e non potevo presentare nuovi tipi.
Il che, mi fece adirare: un viaggio a vuoto per presentare documenti voluti da loro, ma che loro stessi non possono accettare?
Fortunatamente, parlando con il direttore, riuscimmo a far modo che i documenti fossero accettati. Il che mi porto ad un altro rifiuto: la lettera inviata dal dipartimento chiede la presentazione dei documenti entro 30 giorni dalla ricezione, MA chiedono anche il Parere della Sovrintendenza Capitolina che richiede 30/40 giorni di suo! Come posso fare a starci coi tempi se un altro ufficio comunale non mi ci fa rientrare?
Altra chiacchierata e finalmente riusciamo a presentare i nuovi tipi da loro richiesti.


In conclusione:
Il Piano Casa ha creato più confusione che lavoro! Hanno dato il via libera molto prima di capire come gestirla, il che è sintomo di scarsa organizzazione. In più, le ultime ondate di dirigenti fanno di tutto per non prendersi responsabilità e quindi cercano di delegare il tecnico ad ogni richiesta, chiedendo, a volte, cose impossibili e inutili.
Ma possiamo dire che ora pare ci sia una organizzazione e quindi un iter prestabilito.
Speriamo che per i prossimi vada tutto bene.

Note utili per i tecnici:
Se andate a protocollare, ricordate che, dopo le 12:30 all'ufficio protocollo chiudono le porte. Se hai il numerino, ma rimani fuori, perdi il turno. Quindi prendete il numero e andate anche a fare altro (Colazione? lavori in altri uffici vicini come il PRG? Una telefonata?), ma fate in modo da rientrare prima delle 12:30 in modo di rimanere all'interno alla chiusura delle porte.
Una volta dentro, anche se le porte sono chiuse, faranno tutti i numeri fino all'ultimo.

lunedì 4 giugno 2012

Un ingrato giovane lavoratore

Sono Giorgio, un Perito Edile (equivalente al Geometra, con poche varianti) diplomato con 95/100 e che lavora in quel di Roma.

A Roma, svolgere il nostro lavoro, è ogni giorno più difficile. Ci sono 20 municipi che svolgono gli stessi lavori con iter e modi completamente differenti, uffici (tipo l'UCE) dove la gente impazzisce, tecnici che, pur di non prendersi alcuna responsabilità, ti richiedono documenti improbabili, iter lunghi e inconcludenti...

E in tutto questo bisogna destreggiarsi, magari scambiandosi saggezze ed esperienze.
Io qui scriverò le mie, che saranno consigli o anche denunce.